Il valore della mediterraneità

04.07.2013 16:34

“Mangiare” implica un tratto culturale forte, oltre a elaborazioni concettuali ed estetiche originali. La cultura dei popoli del Mediterraneo, che trova nell’alimentazione uno degli aspetti unificanti più originali, unendoli nella diversità, rappresenta con la Mediterraneità un unico sistema di valori e tradizioni del cosa e del come mangiare.

Il valore della Mediterraneità focalizza il tema della riqualificazione del valore culturale della relazione uomo-alimentazione, interpretandone da un lato la radice socio-antropologica e dall’altro  l’eccezionale rilevanza attuale rispetto alle tendenze sociali, agli stili di vita e alimentari della nostra epoca.

In un’epoca in cui il cibo sembra essere diventato un problema razionale su cui effettuare scelte meditate e preoccupate, il portato culturale, emozionale e sensoriale della tradizione Mediterranea può reindirizzare e semplificare la visione futura  dell’alimentazione, attraverso il racconto approfondito di un’esperienza ricca di significati individuali e sociali.

In questo ambito, il dibattito, la definizione e la rivalutazione della Mediterraneità in chiave comprensibile, accessibile e divulgabile nelle pratiche di vita quotidiana delle persone è una questione centrale su cui dibattere.

“Mediterraneità” è una parola che non esiste nei vocabolari. Ma come molti neologismi non vi è dubbio che esista nella realtà, nel quotidiano di milioni di persone.
Mediterraneità descrive una particolare attitudine, un peculiare modo di interpretare e vivere l’atto sociale più antico dell’umanità: il mangiare. Il quale, in questo caso, lungi da essere riducibile a mero fenomeno nutrizionale, costituisce la sintesi (forse la più ricca e complessa possibile) di un insieme di elementi e di valori propri di un luogo geografico, storico, etico e culturale: il bacino del Mediterraneo.
Mediterraneità è un neologismo incredibilmente ricco di significati e di sfaccettature. 
Parla di un mare, ma soprattutto delle terre che su di esso si affacciano. Parla di molti popoli, al tempo stesso molto diversi fra loro e molto vicini nelle loro abitudini, nel loro modo di vivere. Perché esiste, anche nel comune sentire di chi popola questo bacino, una “mediterranean way of life”. Mediterraneità parla anche e soprattutto di questo, filtrandone le categorie sociologiche attraverso la lente dell’alimentazione e del rapporto fra l’uomo e il cibo.
Mediterraneità parla di luci e di colori, di sapori e di profumi, di tempi e di modi, di storia e di quotidiano, di idee e di ideali, ma soprattutto di cultura e di culture.
Mediterraneità è una parola la cui origine è riconducibile a due elementi fondamentali. 
Da una parte, il termine fonda le proprie radici nelle caratteristiche (tradizionali e contemporanee) del cibo proprio dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo: è questa la definizione del cosa mangiare, vale a dire l’insieme degli alimenti che caratterizzano lo 
specifico approccio alimentare mediterraneo.
Dall’altra, il termine sintetizza ed esprime il rapporto dialettico fra i popoli del Mediterraneo e il cibo consumato: è questa la dimensione del come mangiare, che racchiude in sé il complesso di abitudini, riti, schemi di comportamento – individuali e collettivi – associato alla preparazione ed al consumo del cibo.
Il cosa e il come del mangiare risultano essere variabili intimamente connesse, quasi al punto di confondersi. Se non teniamo adeguatamente conto, in forma congiunta, dell’uno e dell’altro aspetto, difficilmente potremo comprendere le caratteristiche dello straordinario regime alimentare fiorito sulle rive del Mediterraneo nel corso dei secoli, frutto di una storia millenaria che si è consolidata in abitudini del tutto originali, secondo ritmi e stratificazioni dettate dal tempo, dal corso degli 
eventi, dalla natura dei luoghi e degli uomini, dalle circostanze dell’ambiente.